EDITORIALE

DAL PRET-A PORTER AL PRONTOMODA …

Cosa si non fa per accaparrarsi la transazione delle online shopping addiction, ovvero di tutte quelle persone bulimiche del “voglio tutto, di più e subito”!
È vero, oggi non ci sono più regole non esistono principi e norme, oggi non si fa più squadra, ora si gioca da soli senza guardare in faccia nessuno e soprattutto senza pensare alle conseguenze. Sarà una contaminazione che parte da più fronti, ma così facendo non solo si cancellano anni di sacrifici e desideri futuri, ma con questi meccanismi si rischia di far morire il concetto di “MODA”.  See now- buy now, è la nuova frontiera dello shopping online, ma cosa c’è che non va nel mettere in vendita le proprie collezioni? Nulla, se non il fatto che queste possono essere acquistate nello stesso momento della loro presentazione ai compratori. Le sfilate come i media, hanno sempre avuto un ruolo molto importante per il successo delle aziende, gli stilisti, i compratori e non da meno per il pubblico. Creare una collezione è realizzare una storia che faccia sognare, un racconto emozionante scritto non con la penna, ma con tessuti, fili e forbici. Mesi di lavoro, tante ansie, qualche dubbio, ma alla fine… anche tante soddisfazioni. La Moda, quella vera, deve ritornare ad avere delle tempistiche adeguate, fino a pochi decenni fa le collezioni donna erano 2 ogni sei mesi, oggi è una gara a chi fa più capsule, special o limited edition, flash o cruise. I calendari delle sfilate seguivano delle date conformi alle esigenze organizzative, questo  per dare il tempo non solo alle aziende di programmare una logistica sensata, “ produzione,  rete vendita e distribuzione”, ma anche per dare tempo ai buyer di gestire il processo finale del loro lavoro,” acquisti più mirati,  più tempo sul punto vendita ”,  e infine per dare il tempo a noi della stampa di fare il nostro lavoro, pubblicare articoli e servizi su quello che saranno le tendenze. Oggi non è più così! Le regole possono essere cambiate, ma per semplificare e agevolare il lavoro, non per ostacolarlo. E qui mi schiero dalla parte dei buyer che oltre ad essere costretti a rimanere fuori dalla propria sede di lavoro per troppo tempo, oggi si vedono messe in vendita le collezioni nello stesso momento della sfilata. Non bastano i post delle miriadi di blogger o influencer vestite con abiti non ancora in vendita? A quanto pare no, bisogna bruciare tutte le tappe e giocare su più fronti e senza guardare in faccia a nessuno. Oggi, per chi non se ne fosse ancora accorto,  tutto diventa vecchio e fuori tendenza ancora prima della sfilata. Il desiderio e l’attesa con il  see now- buy now vengono annullati. E pensare che i must nascono proprio dall’attesa, 6 mesi o più per una borsa di Hermes, liste d’attesa per una Chanel. Queste nuove strategie assomigliano molto a quelle adottate da chi produce il “pronto moda”, quelle che per anni hanno fatto tremare gli stilisti di tutto il modo, allora, perché mettere in vendita collezioni destinate alle vetrine l’anno successivo? Perché  far perdere di esclusività a un desiderio? La mia risposta per il memento è “ la troppa tecnologia non solo distruggerà il cuore, ma a lungo andare, anche il cervello”.